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Editoria di prossimità. Una mission di servizio

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Internet e le nuove tecnologie hanno modificato abitudini e stili di vita. L'editoria ne è stata colpita. Ma dal cambiamento arrivano nuove opportunità

L'era digitale ha accelerato i tempi di relazione e moltiplicato gli strumenti su cui viaggiano i contenuti trasformando i processi. L'editoria, in Italia, ha risentito di un processo di destrutturazione della filiera di produzione, distribuzione e vendita dei prodotti, a cui si aggiunge il fatto che gli italiani rimangono un popolo di “non assidui lettori” (“i non lettori” sono il 58,6%; tra i laureati il 25% mentre tra dirigenti e professionisti il 38,9%). Il settore si sta riorganizzando per non perdere il treno del cambiamento. Come si legge nell'ultimo Rapporto dell'Associazione italiana editori (AIE), “la parola chiave per allargare il mercato è trasformazione: la filiera dei prodotti editoriali e del libro sta cambiando nonostante la crisi e l’impatto del digitale sui processi consolidati”. Nel 2014, il segno meno si è attenuato come nel 2015 ma lo scatto verso il segno più non c'è stato. Le migliori performance sono state quelle dell'editoria per ragazzi, della fiction italiana e degli strumenti di lettura.

Trend e prospettive
E' interessante segnalare alcuni trends. Il primo è che, negli anni 2014-2015, è cresciuto il numero di editori piccolissimi (1.190 case editrici con più di 10 libri nel 2014): indicazione che conferma come le nuove tecnologie permettano di creare bacini di consumatori anche se non si è presenti nei circuiti tradizionali. Sono marchi indipendenti che, a differenza della Grande distribuzione, hanno un venduto a valore di copertina inferiore ai 13 milioni di euro e un più basso prezzo della stessa”. Un altro elemento è l'aumento dei titoli digitali (e-book con +26,7%). Device e piattaforme e-commerce rappresentano il binomio più forte: al momento l'e-commerce serve a vendere libri fisici ma la prospettiva è una sua accelerazione. Il mercato mobile-first avrà lo sviluppo maggiore anche nel settore del libro: “E’ in crescita il modello di business basato sulla mobilità coniugata con i criteri di semplificazione, convenienza, velocità, assistenza e relazione con il cliente”. Già oggi, in Italia, il mercato mobile-first conta su 22 milioni di utenti che navigano da smartphone e acquistano tramite app: la sfida è produrre contenuti appetibili per queste piattaforme.

Editoria di prossimità
In questo contesto di crisi e trasformazione, si pone la presenza di Edizioni Lavoro come casa editrice che ha sempre avuto una sua spiccata specificità, una chiara collocazione e un mercato di riferimento definito. Queste caratteristiche rappresentano, ancora oggi, un punto di forza per rilanciare la nostra produzione editoriale e ampliare gli orizzonti. C'è la convinzione che, sebbene il mercato del libro stia subendo una radicale metamorfosi dei processi, Edizioni Lavoro possa consolidare la sua presenza, avere margini di redditività e continuare a pescare su un bacino-target di utenti che hanno bisogno di prodotti che solo una casa editrice specializzata può soddisfare. Si tratta, però, di coniugare le esigenze di questa domanda con l'innovazione tecnologica, con la trasformazione di un mercato più frammentato e con la costruzione di “reti” di produzione e distribuzione che si sono indebolite nel tempo. Il lancio del nuovo sito web è orientato proprio su questa prospettiva di medio-lungo termine.

Da questo punto di vista, Edizioni Lavoro, prima di guardare oltre lo steccato, intende riposizionarsi nel bacino naturale in cui è nata, consolidare i rapporti con il bacino di utenti acquisito e costruirne di nuovi. Da qui, in particolare, si intende costruire un rapporto più stretto anche con la Fondazione Tarantelli, il Centro studi e l'Ufficio studi della Cisl, la Fondazione Pastore e l'Archivio Storico Documentale. Edizioni Lavoro deve stare vicino ai nodi di elaborazione e proposta intellettuale della società civile e del sindacato coniugando memoria storica e innovazione, saggistica e narrativa nei filoni economici e socio-culturali che accompagnano la trasformazione del pianeta digitalizzato. A questo intendiamo affiancare i filoni di storia e vita del sindacato e di narrativa e manualistica sulle trasformazioni che conseguono ai nuovi processi di produzione e organizzazione del lavoro in un contesto internazionale condizionato dalle spinte simultanee alla globalizzazione, al conflitto economico-religioso e al protezionismo esasperato degli Stati. Ma non solo.

Vogliamo accompagnare e raccontare il cambiamento di un modo di “fare sindacato”. A partire dal rafforzamento della contrattazione di secondo livello e della comunicazione di organizzazione. Intendiamo sviluppare e praticare il concetto di “editoria di prossimità” come modo nuovo di fare editoria che “unisce la centralità della contrattazione di secondo livello, la vita dei territori e il cambiamento sociale, l'adozione consapevole delle nuove tecnologie e la costruzione di reti di attività”. E' questo più di un filone: è una modalità specifica di fare editoria, di essere al fianco di chi necessita di strumenti e informazioni e di produrre titoli che hanno un mercato anche più ampio.

Andrea Benvenuti
Direttore

* Immagine di Annachiara Zincone pubblicata su Flickr.com

Tags: editoria,, cisl,, prossimità,, contrattazione,, comunicazione,, sindacati

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